ForzaPalermoSempre

113 anni di storia, due colori, un' unica grande passione

La società

STORIA

Dopo essere entrato nell’esclusivo club dei “centenari”, il Palermo, grazie anche all’avvento di un presidente del calibro di Maurizio Zamparini, ha cominciato a pensare in grande. Dopo l’agognata conquista, nel maggio 2004, della promozione in Serie A (attesa dal lontano 1972) e, nel maggio 2005, della qualificazione in Coppa Uefa (la prima nella storia centenaria del club), l’obiettivo della società rosanero è di collocarsi stabilmente nella massima serie, possibilmente a ridosso delle ‘grandi’.

La storia del Palermo si può senza alcun dubbio definire tormentata, condita da inattesi e inebrianti trionfi e sconvolta da sofferenze a volte clamorose. Comunque sia, quello del Palermo, è stato un cammino infarcito di passioni forti ed in talune circostanze falcidiata dalle radiazioni che hanno creato sconcerto tra i tifosi.

Nato grazie alla passione di un giovane di nome Majo Pagano, che si era innamorato del calcio durante una delle sue innumerevoli permanenze in Inghilterra, il Palermo cominciò a muovere i primi passi assieme alle grandi del calcio italiano, Genoa, Milan, Pro Vercelli, Casale, senza tuttavia conquistare gli allori delle rivali del Norditalia.

Forse al club rosanero, al quale il presidente Zamparini sta restituendo forza e dignità, mancano proprio i successi d’inizio secolo che hanno invece fatto la fortuna di altre società da anni ormai cadute in disgrazia. Tuttavia, ed è questo l’auspicio di tutti i tifosi palermitani, non è mai troppo tardi per riacquistare il tempo perduto.

Timeline

1900:

Il 1° novembre nasce l’Anglo Panormitan Athletic and Football Club, fondato da Ignazio Majo Pagano. La società, come recita l’articolo 1 dello statuto fatto stampare dai fratelli Marsala di via Parlamento numero 56, ha il fine di promuovere lo sviluppo del football, del lawn tennis, del cricket e possibilmente di altri sport. I colori sociali del club sono il rosso ed il blu.

I soci Protettori sono coloro i quali versano una tassa di ammissione di Lire 100 ed un mensile di Lire 3.

Il 30 dicembre si registra la prima uscita ufficiale della squadra. L’Anglo Panormitan Athletic and Football Club, nel play ground di via Emanuele Notarbartolo al giardino Inglese, affronta una non meglio identificata formazione inglese. Il match, diretto dal cavaliere Ignazio Majo Pagano e iniziato alle ore 14, si conclude sul 5-0 in favore dei più esperti ospiti. Alla fine i giocatori delle due squadre si recano nella sede del club per brindare.

1907:

L’anno si apre con un’importante novità: il cambio di colore delle maglie della squadra palermitana. Il rosso ed il blu scelti inizialmente lasciano il posto al rosa ed al nero. I nuovi colori diventeranno un vero e proprio simbolo nel corso degli anni.

Tra i primi ad indossarli sir Thomas Lipton, magnate del thè. Viene trasformata anche la denominazione societaria: da Anglo Panormitan Athletic and Football Club in Palermo Football Club.

1920:

Il Palermo viene iscritto, assieme a Catania, Messina e Marsala, al primo Campionato Siciliano Federale indetto da Vincenzo Manno. I rosanero riescono a laurearsi campioni regionali. È il primo vero successo della storia. L’anno dopo il Palermo Fbc aderisce alla Lega Sud della Confederazione Calcistica Italiana e viene ammesso al campionato di Prima Divisione Nazionale. I rosanero vengono però eliminati dall’Audace Taranto nel concentramento finale.

1926:

Il Palermo Fbc viene ammesso al primo campionato di Divisione Nazionale. I rosanero trovano posto nel Girone D con Casertana, Liberty Bari, Pro Italia Taranto, Bagnolese, Ideale Bari, Foggia e Audace Taranto. Il 10 luglio del 27, tuttavia, a causa di problemi finanziari, il Palermo è costretto a ritirarsi dal campionato. Quattro giorni dopo il club rinasce grazie alla fusione con la Vigor Palermo. Il 2 settembre la nuova squadra prende parte al campionato di Prima Divisione.

1930:

Il Palermo partecipa al campionato di Prima Divisione (Girone B) e lo vince, pertanto conquista la promozione in Serie B. Nella stagione successiva, fra i cadetti, i rosanero conquistano invece il terzo posto con 44 punti al loro attivo.

La squadra si schiera con Valeriani; Paolini, Lo Prete; Giubasso, Nigiotti, Ingrassia; Barbieri, Ferraris, Radice, Ricci, Ruffino. L’allenatore è Toni Cargnelli, il presidente Francesco Paolo Barresi.

1932:

Il 24 gennaio viene inaugurato lo stadio della Favorita, oggi intitolato all’ex presidente rosanero Renzo Barbera. L’impianto di viale del Fante, mentre il Palermo viaggia in seconda posizione nel campionato di Serie B a quota 21 punti, ospita la sfida contro l’Atalanta che viene travolta per 5-1.

Il nuovo “tempio” cittadino del calcio è progettato dall’ingegnere Santangelo, dispone di una pista podistica e può contenere circa 20 mila spettatori.

Il Palermo approda in serie A!

Il Palermo si piazza al primo posto in B con 50 punti e 80 reti all’attivo, conquistando la sua prima promozione in A. L’evento viene festeggiato il 12 giugno. In occasione della storica conquista, il presidente Barresi fa rinnovare il distintivo, sostituendo il rombo con un’aquila dorata simbolo della città, che tiene fra gli artigli un ramoscello di ulivo. All’esordio nella massima serie la squadra allenata da Feldmann fa visita alla gloriosa Pro Vercelli e viene battuta 2-0.

1935:

Il Palermo conquista il miglior piazzamento fino ad allora. I rosanero allenati da Carlo Csapkay, infatti, si piazzano al settimo posto in Serie A con 29 punti al loro attivo. Questa la formazione-tipo: Provera; Faotto, Ziroli; Gruden, Santillo, Blasevich; Castellani, Bonesini, Borel I, De Manzano, Piccaluga. Il cannoniere più prolifico, tuttavia, è una riserva, Palumbo, con 8 centri.

1940:

Il Direttorio della Federazione Italiana Giuoco Calcio, il 30 agosto, radia la società. Alla base della decisione una grave mancanza economica. Il club rinascerà il 23 agosto dell’anno dopo grazie alla fusione con la Juventina. Il nuovo sodalizio partecipa al campionato di Serie C edizione 1941/42, al termine del quale conquista il primo posto con 38 punti all’attivo e la relativa promozione in Serie B.

1948:

Il Palermo si aggiudica la leadership definitiva in Serie B e fa ritorno in Serie A. La squadra allenata da Rosetta riesce a mettere le mani sulla massima serie solo all’ultima giornata grazie al 3-0 rifilato al Pescara in una Favorita gremita oltre la capienza.

Il 20 giugno Palermo si blocca per festeggiare la tanto attesa promozione. A far sognare i palermitani è la squadra di Conti, Milani, Vyckpalek, Di Bella, Flumini e del superbomber Pavesi, autore quell’anno di ben 21 gol.

1953:

Quello che va dalla stagione 1948-1949 alla 1953-1954 è stato – fino all’era Zamparini dei giorni nostri – il periodo più lungo di permanenza in Serie A per il Palermo, ben 6 tornei consecutivi, anche se soltanto un decimo posto, ottenuto nel 1950-1951, è il risultato più lusinghiero conquistato. La retrocessione in B arriva al termine della stagione 1953-1954, dopo gli spareggi con Udinese e Spal.

1960:

Dopo una serie di stagioni tra la serie B e la serie A, il 3 luglio il Palermo fa il suo esordio in una competizione organizzata dall’Uefa: si tratta della Mitropa Cup, meglio conosciuta come Coppa dell’Europa Centrale. I rosanero ospitano alla Favorita il Diosgyoer che si impone per 2-1.

Inutile il gol della bandiera realizzato dal rosanero Sandri, dopo che Ivan e Pal avevano chiuso la pratica nel primo tempo. Il Palermo si rifarà il successivo 10 luglio, imponendosi per 2-0 in trasferta grazie ai gol di Baldi e Sacchella.

1962:

Il Palermo si classifica all’ottavo posto in Serie A, totalizzando a fine stagione 35 punti. Il presidente Casimiro Vizzini ed il segretario Totò Vilardo si affidano ad una squadra tutta nuova: i soli Benedetti, Sereni e Malavasi vengono confermati rispetto alla stagione precedente.

I dirigenti rinforzano l’organico con il turco Oktay Metin ed il centrocampista brasiliano Josè Puglia, meglio conosciuto come Fernando. Storico, in quella stagione, il successo a Torino sulla Juventus per 4-2.

1970:

Il 4 maggio Renzo Barbera viene eletto presidente del club. È il primo imprenditore a rilevare il Palermo dopo decenni di gestione da parte dei politici. Barbera rimarrà alla guida del sodalizio rosanero per un decennio, prima di passare il testimone a Gaspare Gambino.

Con Barbera la squadra conquisterà due finali di Coppa Italia ed una promozione nel campionato di Serie A. Successivamente Barbera è stato eletto presidente del Col regionale di “Italia ’90”.

1972:

È l’anno dell’ultima promozione in Serie A, conquistata sul neutro di Napoli al termine della partita contro il Sorrento, finita sullo 0-0. È il 18 giugno e nello stesso giorno, il Como, rivale acerrimo dei rosanero, viene sconfitto su rigore dalla Reggina.

Il Palermo è guidato da Ninetto De Grandi, ex terzino del Milan ai tempi di Gunnar Nordhal: il tecnico, malgrado il successo, non verrà confermato per guidare la squadra anche nella massima serie.

1974:

Il Palermo, sotto la guida di Viciani, conquista la finale di Coppa Italia. I rosanero si giocano il trofeo con il Bologna. Il 23 maggio, sul terreno dell’Olimpico, dopo avere accarezzato a lungo il sogno del trionfo (gol di Magistrelli), l’arbitro Gonella concede un inesistente rigore agli emiliani che Beppe Savoldi trasforma, battendo Girardi. Dopo il nulla di fatto dei supplementari, il Palermo cade nella rete della roulette dei tiri dal dischetto e vede sfumare la coppa.

1979:

Il 20 giugno, a Napoli, il Palermo si gioca la sua seconda finale di Coppa Italia. L’avversario di turno è la Juventus, che ha da poco ceduto lo scudetto al Milan di Liedholm. I rosanero, come era avvenuto qualche anno prima, anche questa volta passano in vantaggio: segna Chimenti, ma l’illusione dura fino a 7′ dalla fine, quando Brio ristabilisce la parità. A 3′ dalla fine del secondo tempo supplementare, Causio, un ex, condanna il Palermo ad un’altra cocente delusione.

1986:

L’8 settembre il Palermo viene radiato dai quadri federali con l’accusa di mancato risanamento della situazione economica. Al suo posto, in Serie B, viene riammesso il Pescara che in primavera conquisterà la promozione in Serie A. La notizia della cancellazione del club rosanero semina rabbia e disperazione tra i tifosi che manifestano per le vie della città. Viene bruciato qualche cassonetto, ma alla fine prevale la rassegnazione. Palermo rimane senza calcio.

1987:

Scomparsa qualche mese prima la Società Sportiva Palermo Calcio, il 7 gennaio rinasce l’Unione Sportiva Palermo S.p.A., grazie al contributo delle forze politiche e imprenditoriali della città. Sollecitati da Leoluca Orlando e dal ministro Carlo Vizzini, tifoso DOC che convince il commissario straordinario della Figc Franco Carraro a trovare un posto nel calcio professionistico per il nuovo Palermo, viene sottoscritto l’atto costitutivo. Il primo presidente è Salvino Lagumina.

1988:

Il Palermo ricomincia dal gradino più basso del calcio professionistico, cioè dalla Serie C/2, e vince subito. I rosanero allenati da Pino Caramanno si aggiudicano la promozione. Memorabile la festa-promozione con il successo sull’Ajax, fresca finalista in Coppa delle Coppe, travolta con un inatteso 4-0 firmato da Maurizio D’Este (tripletta) e Pocetta.

1991:

Il Palermo, dopo qualche anno trascorso nell’inferno della C/1, riesce a riconquistare un posto nel calcio che conta. I rosanero, inizialmente allenati da Liguori e poi condotti da Enzo Ferrari, conquistano la promozione in B, ma falliscono la conquista della Coppa Italia di C, battuti ancora una volta dal Monza. Per festeggiare il ritorno fra i cadetti viene chiamato il Real Madrid di Antic che pareggia alla Favorita per 1-1, ad agosto arriva invece il Milan di Capello e stravince per 8-0.

1993:

È un anno indimenticabile per i colori rosanero. Il Palermo, in un colpo solo, riesce a conquistare la promozione in B dopo appena una stagione di purgatorio in C/1, e la Coppa Italia di categoria, battendo in finale il Como.

La squadra allenata da Orazi, in pratica, vince tutto quello che c’è da vincere ed i tifosi sognano un futuro ricco di soddisfazioni. Della squadra fanno parte, tra gli altri, il portiere Vinti, Favo, Biffi, Spigarelli, Battaglia, Cecconi e Serra.

2000:

l 3 marzo Franco Sensi diventa il nuovo padrone del Palermo, fino a quel momento nelle mani di Giovanni Ferrara. Il patron della Roma nomina presidente Sergio D’Antoni, futuro leader di Democrazia Europea e fino a quel momento segretario nazionale della Cisl. Sensi rimarrà al timone del club rosanero fino all’estate del 2002. Il presidente della Roma aveva acquistato il pacchetto azionario del club quando la squadra militava in C/1 e lo cede in B.

2002:

A fine luglio Maurizio Zamparini diventa il nuovo proprietario del Palermo col chiaro intendimento di restituire dignità sportiva ad una tifoseria assetata di successo. Il nuovo patron viene accolto con affetto e calore impareggiabili.

Con Zamparini rinasce l’orgoglio rosanero, frustrato da anni di insuccessi, delusioni e amarezze. Il nuovo presidente non lesina sforzi economici e si dichiara intenzionato a riportare al più presto la squadra in Serie A.

2003:

Dopo un avvio difficile, segnato anche da un triplo cambio in panchina, il Palermo si rimette in corsa per la promozione e si gioca la Serie A all’ultima giornata nello scontro diretto con il Lecce al ‘Via del Mare’.

Davanti a cinquemila tifosi palermitani, i rosanero soccombono 3-0 e regalano ai giallorossi la massima serie. Ma Zamparini non getta la spugna: rinforza la squadra, portando a Palermo giocatori del calibro di Corini e Toni, e ne assegna la guida tecnica a Silvio Baldini.

2004:

l 26 gennaio Zamparini esonera Baldini e ingaggia al suo posto Francesco Guidolin. Sotto la guida del nuovo tecnico, la squadra conquista la testa della classifica e il 29 maggio festeggia la matematica promozione in Serie A.

È l’anno dei record: il Palermo torna nella massima serie dopo 32 anni e la sua punta di diamante, Luca Toni, conquista il titolo di capocannoniere del campionato con 30 reti, diventando anche il giocatore più prolifico in una singola stagione della storia rosanero.

2005:

Al ritorno in Serie A dopo oltre trent’anni, il Palermo disputa un campionato straordinario, conquistando uno storico sesto posto che vale la qualificazione in coppa Uefa. Al termine della stagione, però, Francesco Guidolin decide di lasciare la squadra. L’inizio del campionato 2005/2006, con Luigi Del Neri in panchina è promettente, ma il 28 gennaio 2006 l’allenatore friulano viene sostituito da Giuseppe Papadopulo: i rosanero escono a testa alta dalla Coppa Uefa (agli ottavi contro lo Schalke 04) e dalla coppa Italia (in semifinale contro la Roma), concludendo il campionato all’ottavo posto. In seguito alle penalizzazioni scaturite dallo scandalo “Calciopoli”, il Palermo diventa quinto in classifica e può partecipare per la seconda volta consecutiva alla coppa Uefa. La stagione 2006/2007 vede il ritorno in panchina di Francesco Guidolin. I rosanero, dopo un avvio al vertice della classifica, si piazzano ancora una volta al quinto posto.

2009:

Il 2009 passerà alla storia come l’anno della prima affermazione di una formazione rosanero a livello di settore giovanile: la Primavera allenata da Rosario Pergolizzi si aggiudica per la prima volta il campionato nazionale, battendo nella finalissima di Trento dell’8 giugno il Siena per 1-0 con la rete di Abel Hernandez. La prima squadra, invece, conclude il campionato all’ottavo posto, disputando una buona annata con Davide Ballardini al timone, subentrato a Stefano Colantuono dopo la prima giornata.

2010:

La stagione 2009-2010 si chiude per il Palermo con il ritorno nel calcio europeo, seppur non con l’agognato preliminare di Champions League che il club ha inseguito fino all’ultima giornata. Con Delio Rossi in panchina (subentrato a Walter Zenga nel corso della stagione) i rosanero disputano un’annata storica per una serie di record stabiliti in serie A, tra cui spiccano il miglior piazzamento in classifica eguagliato (5° posto), il record di punti in assoluto (65) ed il record di minor numero di sconfitte casalinghe (0). Della squadra fanno parte, tra gli altri Sirigu, Balzaretti, Bovo,Cassani, Kjaer, Liverani, Nocerino, Migliaccio, Pastore, Hernandez, Cavani e Miccoli.

2011:

Ripartito dalle cifre record del campionato 2009-2010, il Palermo partecipa al suo settimo torneo di Serie A consecutivo, un primato che all’ombra del Monte Pellegrino non si era mai visto. Con Rossi in panchina (ritornato in Sicilia dopo essere stato sostituito per tre giornate da Serse Cosmi) i rosanero riescono nell’impresa di raggiungere la finale di Coppa Italia, 32 anni dopo l’ultima partecipazione: il 29 maggio il Palermo perde 3-1 contro l’Inter, ma il ricordo dei quarantamila tifosi rosanero che hanno riempito lo Stadio Olimpico di Roma rimarrà indelebile. Il 1° giugno Rossi dà l’addio: Stefano Pioli è il nuovo allenatore del Palermo.

2012:

All’avvio del campionato 2011- 2012 l’allenatore della Primavera, Devis Mangia, subentra a Stefano Pioli. Nel mese di dicembre il tecnico di Cernusco sul Navaglio viene sostituito da Bortolo Mutti, che concluderà la stagione sulla panchine rosanero.

Il 2012 è l’anno dei record per Fabrizio Miccoli. Il capitano, il 1° febbraio in occasione della gara esterna contro l’Inter, supera Carlo Radice e diventa il miglior marcatore della storia del Palermo: a fine campionato, i gol totali di Miccoli con la maglia rosanero saranno 71.

Il 6 giugno Giuseppe Sannino diventa il nuovo tecnico del Palermo.

fonte: sito ufficiale palermocalcio.it

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